domenica 14 febbraio 2010

Con Buzz la privacy diventa pubblica

"Buzz" rischia di trasformarsi in una formidabile arma contro i dissidenti politici di tutto il mondo. La risposta di Google a Facebook e Twitter è stata lanciata martedì scorso, come servizio aggiuntivo di Gmail, la posta elettronica di Google.

Ed ha immediatamente provocato una ondata di proteste per la violazione della privacy che ciò ha comportato. Il settaggio della privacy del servizio è stata infatti impostata su 'pubblicò, facendo sì che nel profilo di ogni utente venissero resi noti anche tutti i suoi contatti.

Oltre all’ondata di litigi scoppiati tra quanti usavano la stessa email per comunicare con moglie/marito e amante o per tenere contatti con fornitori tra loro concorrenti, l’iniziativa di Google si è rivelata un grave rischio per gli attivisti anti-governativi e per le 'gole profondè, le fonti anonime della stampa.

Il problema è stato sollevato da Evegeny Morozov, un ricercatore dell’istituto di studi diplomatici alla Georgetown University, autore di uno studio sull'impatto di internet sui regimi totalitari.

«Se io lavorassi per i governi iraniano o cinese – ha detto Morozov in un post sul blog Foreign Policy citato dal New York Times – darei immediatamente ordine alla mia squadra di esploratori del web di cercare gli attivisti tra gli account di Google Buzz e vedere quali fossero le loro connessioni sconosciute al governo».

Il product manager di Google per Gmail e Buzz, Todd Jackson, dopo aver affermato che il gigante di Mountain View aveva «il massimo impegno» per la libertà e la tutela della privacy, ha spiegato che il controverso settaggio iniziale del nuovo servizio era stato studiato per dargli un impatto maggiore sul pubblico. In un secondo tempo è stato spiegato che il primo passaggio da fare è una verifica del proprio profilo, deselezionando la casella che rende pubblici tutti i propri contatti e-mail.

Il problema però, secondo Marc Rotenberg, direttore esecutivo del Centro di informazione per la privacy elettronica citato dal Nyt, è che la gente che usava Gmail «pensava di avere una rubrica di indirizzi per un programma di posta elettronica, ma Google l’ha invece trasformata in una lista di amici per un social network».


Fonte: GazzettadelSud.it

2 commenti:

Anonimo ha detto...

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